Diritto di visita al minore – Covid19

Posto che il Governo, al fine di combattere la diffusione di massa del noto Covid19, risulta aver emesso, a più riprese, provvedimenti sempre più restrittivi diretti a limitare quanto più possibile lo spostamento delle persone.

L’efficacia di tali provvedimenti restrittivi e limitativi come noto è da ultimo stata estesa sopra tutto il territorio nazionale.

Diritto di visita al minore – Covid19

Detto questo, si ritiene però che i suddetti provvedimenti governativi, non siano in grado di andare ad incidere specificatamente sulla regolamentazione dei tempi di permanenza del figlio presso ciascuno dei genitori statuiti da un provvedimento giudiziario.

In buona sostanza, solo al verificarsi di determinate condizioni, i provvedimenti governativi possono quindi costituire una valida e concreta giustificazione per il mancato esercizio del diritto di visita ma, certamente, gli stessi non possono essere utilizzati “genericamente” da un genitore per impedire all’altro di vedere i figli.

Il divieto di spostamento, infatti, risulta incidere solo ed esclusivamente sulla libertà personale del soggetto ma non anche sull’efficacia del provvedimento giudiziario in essere.

Da ciò ne consegue quindi che, il genitore che dovesse impedire all’altro di poter stare con il proprio figlio, senza aver prima ottenuto un provvedimento modificativo da parte del Giudice e limitandosi ad addurre le nuove disposizioni governative, commetterebbe un chiaro ed evidente illecito.

Volendo fare un esempio pratico, un genitore ben potrebbe impedire all’altro di vedere il figlio ove quest’ultimo fosse a rischio di contrarre il virus Covid19 per via dell’attività professionale svolta (operatore sanitario etc etc) – in questo caso, il rifiuto di visita manifestato nei confronti dell’altro genitore sarebbe giustificato dalla priorità di tutelare la salute del minore.

Legittimità degli spostamenti e diritto di visita

a) se i genitori risiedono nello stesso Comune non vi sono problemi e quindi gli spostamenti per prendere il figlio e riportarlo successivamente (ad esempio) presso la casa materna sono totalmente legittimi,

b) se i genitori invece risiedono in diversi Comuni alla luce delle novità introdotte con il Dpcm del 20.03.2020 che ha sostituito il termine “situazione di necessità” con “assoluta urgenza” la situazione diventa più complessa in quanto con tale modifica sembrerebbe che il Governo abbia voluto escludere proprio il caso del Diritto di visita al minore – Covid19.

Ebbene, nel totale vuoto legislativo sul punto, ad avviso dello scrivente, si potrebbe fare in questo caso piena applicazione dell’originario Dpcm dell’8 marzo 2020, che, come noto, permetteva gli spostamenti per andare a vedere i figli non sulla base della clausola di necessità, bensì in ragione di un più ampio bilanciamento tra l’esigenza di contenimento del Covid-19 e quelle di tutela del benessere dei figli minori che, mai come in questo drammatico momento risultano avere la necessità di poter fruire della vicinanza “fisica” di entrambi i genitori.

D’altronde, una diversa interpretazione porterebbe inevitabilmente a comprimere in modo ingiustificato il diritto dei 2 genitori a poter stare con i propri figli costituendo un vero e proprio paradosso giudiziario.

Si ritiene infatti che, l’esercizio del diritto di visita rientri nel più vasto alveo delle esigenze di tutela della salute psicofisica dei minori, che potrebbero essere eccessivamente turbati da una prolungata assenza di uno dei due genitori; ciò a maggior ragione ove, come probabile, le misure di contenimento si protrarranno oltre la data inizialmente stabilita.

Si ricorda sempre, in entrambe le ipotesi, di portare comunque la nuova autocertificazione pubblicata in data 26.03.2020 ed indicare internamente alla stessa il motivo per il quale si sta uscendo di casa.

Altri casi

Per quanto riguarda invece tutti i casi in cui è stata ad esempio depositata una richiesta consensuale/congiunta di separazione/divorzio con apposita determinazione dei giorni di visita riguardo il minore e, non sia stata ancora fissata l’udienza presidenziale (I udienza), purtroppo questa fattispecie trova un enorme vuoto legislativo in questo momento.

Infatti, i suddetti accordi, giuridicamente (fatta eccezione per quelli patrimoniali), non trovano tutela considerato che, il consenso di uno dei 2 coniugi, può essere sempre revocato alla I udienza (udienza presidenziale) trasformando quindi conseguentemente la domanda consensuale in giudiziale con provvedimento del magistrato.

Si ritiene che in tutti questi casi, serve (soprattutto adesso e mai come in questo momento) il buon senso di entrambi i genitori del minore.

Identico discorso di cui sopra deve essere altresì fatto per tutte le domande di separazioni/divorzi giudiziali dove non si sia ancora tenuta la I udienza e quindi nessun provvedimento è stato ad oggi preso dall’Autorità giudiziaria.

In attesa che il Governo, con appositi provvedimenti, possa andare in qualche modo a colmare queste gravi dimenticanze.

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