Cosa è una cartella esattoriale – Come contestare

Cosa è una cartella esattoriale e come contestare la stessa è una domanda che mi viene posta molto frequentemente ed è per tal motivo che ho deciso di pubblicarti questo articolo.

Ormai è purtroppo notizia di tutti i giorni che, il fisco, salvo ulteriori proroghe, a decorrere da Gennaio 2021 comincerà nuovamente ad incalzare richieste di pagamento nei confronti dei contribuenti.

Pertanto, prima di tutto, ti voglio spiegare cosa si intende per cartella esattoriale.

Cosa è una cartella esattoriale

Ebbene, la cartella esattoriale altro non è che un invito al pagamento predisposto e notificato dall’ente esattore (nella città di Roma l’ente esattore è l’agenzia delle entrate riscossione).

L’ente esattore agisce infatti su impulso delle pubbliche amministrazioni ovvero Comuni, Agenzia delle Entrate, Regioni, Enti previdenziali (Inps-Inail).

Qualora infatti tu non avessi pagato nei termini di legge un verbale di accertamento di violazione al Codice della Strada, un avviso di accertamento afferente tributi (Irpef/Irap/Ires/Iva), un bollo auto, la pubblica amministrazione competente trasferirebbe telematicamente il ruolo esecutivo all’ente esattore il quale appunto formerebbe e ti notificherebbe la tanto odiata cartella esattoriale.

Con il termine ruolo esecutivo è da intendersi quindi il debito scaduto ovvero da te non pagato nel termine di legge.

Infatti, a seconda della tipologia di atto ricevuto (multa al codice della strada, avviso bollo auto, avviso irpef etc etc), vi sono distinti termini di legge per poter provvedere al pagamento – se tu non dovessi rispettare il termine di pagamento, la pubblica amministrazione formerebbe il ruolo trasferendolo al concessionario addetto alla riscossione.

Come contestare una cartella esattoriale

Delineato quindi il concetto di cartella di pagamento, voglio adesso analizzare con te brevemente come contestare una cartella esattoriale nel caso in cui tu non la ritenessi corretta.

Al di fuori di quanto avrai modo di leggere in rete in tema di contestazione di cartelle esattoriali e della decantata “facilità” di procedere con l’opposizione avverso le stesse, le cose non sono proprio così semplici come vengono molto spesso purtroppo descritte.

Infatti, presentare una opposizione nei confronti di una cartella di pagamento sfornita di un presupposto giuridico fondato ti esporrebbe ad un doppio danno ovvero:

  1. quello di non aver ottemperato nel termine di legge al pagamento della stessa,
  2. aumento della somma originariamente chiesta per via degli interessi di mora che nel corso della durata dell’opposizione continuano inesorabilmente a maturare nonchè alla condanna alle spese di lite ovvero al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto dell’opposizione.

Fatta questa doverosa premessa, la prima verifica che ti consiglio di fare è quindi quella della scelta dell’ufficio giudiziario dove poter presentare l’eventuale contestazione e soprattutto di verificare i termini di legge per presentare la stessa.

Esempio di contestazione cartelle esattoriali

Volendo fare un esempio pratico, se tu dovessi ricevere la notifica di una cartella esattoriale e nel dettaglio addebiti dovessi leggere che si tratta di multe al codice della strada allora la tua contestazione andrebbe proposta dinanzi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della cartella di pagamento.

Se tu dovessi invece ricevere la notifica di una cartella esattoriale e nel dettaglio addebiti dovessi questa volta riscontrare che si tratta di un mancato pagamento dell’Irpef allora la tua opposizione dovrà invece essere proposta nel termine di 60 giorni dalla notifica dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale territorialmente competente.

Come avrai notato, occorre quindi prestare molta attenzione sin dalle fasi iniziali ed affidarsi sempre a professionisti specializzati e competenti nel settore – l’improvvisazione in questo caso non paga!!!

Una volta eseguiti i controlli preliminari, dovrai poi analizzare il merito della cartella esattoriale ovvero se sussistono i presupposti per poterla contestare.

Altro esempio di contestazione cartelle esattoriali

Anche in questo caso un esempio pratico ti riuscirà a far comprendere meglio la questione.

Se tu dovessi ricevere una cartella esattoriale in tema di Irpef il primo controllo da fare sarebbe quello di verificare se il tributo è stato da te regolarmente pagato e/o parzialmente pagato e quindi se i conti riportati nella cartella esattoriale sono corretti o meno.

Fatto questo preliminare controllo dovrai poi passare alla verifica di eventuali vizi procedurali – come tu hai un termine di legge per provvedere al pagamento anche l’ente esattore risulta avere dei termini decadenziali di legge per poterti notificare la cartella esattoriale.

In ultimo, dovrai verificare se è maturata la prescrizione del diritto della pubblica amministrazione per poterti richiedere il pagamento.

Come avrai notato dalla lettura di questo breve articolo, sussistono molteplici controlli da fare prima di decidere se contestare o meno una cartella di pagamento.

Controlli che ti ripeto nuovamente devono essere svolti da un professionista “competente” nel settore tributario/fiscale in quanto, come sopra riferito, se vai a contestare una cartella esattoriale tanto per per perdere tempo rischieresti di ritrovarti “peggio” di come eri partito inizialmente.


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